1/48 AM-X complete kit

Warrior

Review by Gabriele Luciani

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IPMS Italy sezione di Lecce

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© 2003 by Gabriele Luciani

Grazie alla Warrior per il modello da recensire

Thanks to Warrior for the review sample

DOSSIER
Parliamo di-Talking about Modello in resina con parti in metallo - Resin model with white metal parts - Prezzo/Price 45,19 euro
Inside - Dentro 60 parti in resina, 7 in metallo bianco, un tettuccio termoformato un foglio decals - 60 resin parts, 7 in white metal, a vacuum formed canopy and one decals sheet
Pollice alto- Thumbs up Buoni i materiali impiegati, facile costruzione, la riduzione in scala delle dimensioni del velivolo è accettabile - Good materials, esy to build, the dimensions are quite good
Pollice verso-Thumbs down Assenza dell’armamento di caduta e della sonda di riforimento in volo, c’è solo un tettuccio in vacuform - Absence of the wing weapon and of the refueling probe, there only one vacuum formed canopy
Il nostro consiglio-Our advice Altamente consigliato anche a chi non ha mai affrontato un kit in resina per la sua semplicità nel montaggio poco più impegnativa di un modello ad iniezione - Highly recommended also to whom never challenged with a resin kit for its easy build attitude just little bit more difficult than a injected plastic kit

Ad oggi non esiste un altro modello in scala 1/48 dell’AM-X ed è difficile ritenere che ne avremo mai una riproduzione in plastica: il modello della polacca Warrior per fortuna, malgrado sia in resina con parti in metallo bianco, è abbordabille anche da un modellista con media esperienza. E’ comunque importante ricordarsi, quando si costruiscono modelli di questo tipo, di adottare sempre alcune accortezze: si devono usare guanti di lattice e mascherina sul viso per evitare di toccare e/o inalare accidentalmente la polvere che si produce quando si scartavetrano le parti del kit per rifinirle o per separarle dai residui della colata di stampo. I pezzi in resina e quelli in metallo, richiedeno per il loro assemblaggio, il collante cianoacrilico (tipo “attak”) e i primi, per far sparire i segni delle loro giunzioni, anche dello stucco epossidico (Milliput): si devono quindi seguire scrupolosamente le

istruzioni dei rispettivi produttori. Nel kit dell’AM-X i pezzi da liberare dai residui della colata di stampo sono pochi, fra questi le prese d‘aria laterali del motore e le parti più piccole. Il foglio istruzioni ha un “esploso” delle componenti del modello con alcune freccette che indicano l’assemblaggio dei pezzi più piccoli: un metodo che era in uso fino alla metà degli anni settanta e che va benissimo anche per questo kit. La costruzione inizia dall’abitacolo: sembra corretta la riproduzione del seggiolino eiettabile (il Martin Baker IT-10LY-2) un po' meno quella della strumentazione sul pannello del cruscotto e sulle due mensole poste sul pianetto dell’abitacolo. Oltre a questi ci sono closche, palbreba del cruscotto e la struttura posta alle spalle del seggiolino, idonei per una costruzione basica, basta solo agiungere il trasparente dell’HUD. La fusoliera è divisa in due pezzi, vuoti al loro interno nel quale andranno inseriti l’abitacolo (con alcune aggiunte di stucco difficili da carteggiare dovendo operare in spazi angusti), il vano cannone cui è unito quello del carello anteriore (nel mio kit ho deciso di non montare aperto il vano cannone anche perchè non mi è piaciuta la riproduzione delle canne rotanti dello stesso, affidata a quattro cerchietti in resina forellati in cui inserire dei piccoli listelli di metallo), i due vani del carrello posteriore (tutti al loro interno lisci...fortuna che a costruizione finita non si vede nulla...), un pezzo riproducente la parte terminale del reattore. Da sottolineare che la bocca del cannone del kit è quella del tipo usato dal secondo lotto di produzione. Le due semifusoliere si chiudono senza problemi ed è veramente poco lo stucco richiesto per eliminare i segni di giunzione e qualche ritiro della resina nella parte inferiore. Un po' più
problematica l’unione del tettuccio (riprodotto in un ottimo acetato trasparente, con i frames ed i contorni ben delinati, fatto questo che aiuta nell’eliminazione dei contorni della stampata ma sarebbe stato meglio aggiungerne un’altro per qualsiasi ermergenza) alla fusoliera. Per dare al tutto un aspetto esente da soluzioni di continuità bisogna stuccare tutte le zone limitrofe al tettuccio: questa sarà la parte più noiosa della costruzione. Altro stucco sarà richiesto per l’unione della deriva verticale, delle due prese d’aria e delle ali alla fusoliera: le ali hanno i vani aerofreni con la possibilità di montare questi ultimi aperti ma mai si è visto un AM-X a terra in tale configurazione. Chiudere i due aerofreni unendoli alle ali richiede la lisciatura dei primi essendo un po' suridimensionati. Sarebbe stato meglio consentire di montare gli slats in posizione abassata (ed è questa configurazione che invece si presenta varie volte a terra) così come gli alettoni ed i flaps:
al contrario sia questi ultimi che i timoni degli stabilizzatori sono fissi. Per essere tranquilli della solidità dell’insieme, è conveniente irrobustire l’unione degli stabilizzatori alla fusoliera innenstando dei perni metallici ricavibili tranquillamente da graffetta di adueguate dimensioni. La costruzione prosegue con l’unione delle varie antenne, delle prese d’aria sotto la fusoliera e dei carelli, le cui gambe di forza sono in mettallo bianco. Queste riproducono in modo accettabile le fattezze di quello reale anche se i fari di atterraggio non sono molto precisi: quello anteriore è troppo grosso quelli posteriori sono invece piccoli !!! I battistrada dei pneumatici sono lisci mentre hanno tre scanalature copertoni che bisognerà quindi incidere, aggiungendo anche i cablaggi del carrello. Altre modifiche sono: l’apertura dello scarico ovoidale posto sulla fusoliera a sinistra dietro l’abitacolo ed in asse dietro alle prese d’aria laterali del motore, e, sempre sopra la fusoliera, a partire dalla linea d’asse dei flaps ed in linea con il timone verticale si deve aggiungere una antenna a lama, incidere una presa d’aria dinamica, aggiungere la luce del beacon. I carichi estreni del kit sono purtroppo il minimo indispensabile anche se ben riprodotti: i due serbatoi e due missili Sidewinder malgrado la presenza di quattro piloni alari. Le varie pannellature del velivolo sono incise giuste come profondità ma alcune sono troppe come quelle sul dorso della fusoliera o quella diagonale a sinistra sotto il canopy (dove invece ci sono tre pannellini di cui uno è relativo al sistema d’emergenza di espulsione); altre nella zona posteriore inferiore della fusoliera sono poste in una posizione errata (troppo avanti), mentre le coppie di pannellini vicino ai terminali alari sono di forma ovoidale e non circolare: almeno le prime andrebbero eliminate anche perchè sono veramenti evidenti. Altre pannellature come quelle sui dorsi dei condotti delle presa d’aria del motore sono errate ma qui è proprio il modello che non riproduce al meglio la curvatura di queste zone. Parlando di come il kit catturi le dimensioni dell’AM-X si nota la apertura alare superiore di 1,5 mm così come l’altezza di tre mm mentre la fusoliera è più lunga di 0,3 mm: scarti abbastanza accettabili in 1/48...

Le decals contenute nel kit sono le stesse del modello in 1/72 prodotto dalla metà degli anni 90 dalla Warrior (e che fino alla comparsa dei modelli Cunarmodel era il migliore AM-X) : è possible riprodurre almeno sei esemplari del primo periodo d’impiego ma si deve fare attenzione alla configurazione della carenatura del cannone. Si tratta del : - 51.35, del 103° gr. del 51° St. caratterizzato dai codici neri (forse l’unico esemplare ad averli avuti così); una foto dello stesso è a pag. 142 del volume Aermacchi-dal Nieuport all’AM-X Edizioni Apostolo; è un esemplare del primo lotto di produzione con la bocca del cannone differente da quella del kit Warrior; - RS-13 del Reparto Sperimentale; una foto è a pag. 92 dell’ottimo special sull’AM-X della Ed.A.I., casa editrice della rivista JP-4 (che è consigliatissimo come ausilio per la costruzione di un modello dell’AM-X), un altra è a pag. 39 del numero 12/1989 della rivista “Aerei” della Delta Editrice ed una a a pag. 142 del volume Aermacchi-dal Nieuport all’AM-X Edizioni Apostolo; forse è un esemplare come il precedente; - 51-16 del 103 Gr. del 51° st .; la foto è a pag. 22 del numero 12/1989 della rivista “Aerei” della Delta Editrice e attesta l’uso dei colori nella riproduzione dello stemma del gruppo (la testa di indiano) quindi correttamente riprodotto dalla Warrior e che quasi certamente, come per gli altri ritratti nell’immagine è del primo lotto di produzione ; - 3-05 del 132 Gr. del 3 St. ; lo stemma di Stormo è a colori ed in effetti gli esemplare 3-12 (foto a pag. 12 di Aeronautica&Difesa 3/1991) e 3-53 (foto a pag. 29 di Aerei 11/91) inalberavano tale tipo di insegna ma questi non avevano lo stemma di gruppo a la firma di Buscaglia (che fu successivamente adottata ma aveva uno stile differente da quello del foglio decals); fu il primo reparto a ricevere AM-X con la bocca del cannone modificata; - 2-04 del 14 Gr.
del 2° st . : l’insegna di reparto è a colori ma sono sbagliati il numero dei raggi ed il colore del sole dietro il cavaliere: i primi sono di meno mentre il colore è bianco (vedi la foto dell’AM.X 2-01 a pag 13 di Aeronautica & Difesa 10/91); la Warrior ha riprodotto lo stemma usato negli ultimi tempi di vita dai G. 91R dello stesso reparto; anche il 2°stormo ebbe solo esemplari del secondo lotto - 5501 del 16 gr. 1 Esq. dell’aviazione brasiliana. Da notare che i codici offerti sono, con l’eccezione del 51-35, tutti con i soli contorni esterni dei numeri (mentre invece la Sperimentale li usa con l’interno colorato) e possono interscambiarsi aumentando così le opzioni di scelta con l’esclusione del 32° stormo e di esemplari più recenti. Le dimensioni dei vari soggetti sono adeguate e si nota la traparenza del film di sostegno. In passato ho costruito altri modelli Warrior notando come le decals di questa ditta siano dotate di un forte potere adesivo: mi auguro che anche quelle dell’AM-X siano analoghe. La colorazione degli AM-X italiani è in un wrap-around in Grigio Mare Medio F.S. 36280 che assume nel tempo toni un po' diversi. I bordi delle prese d’aria sono in alluminio e il conetto del radome
e la sommità della deriva sono in nero ed in alcuni esemplari possono variare. Nell’estate del 1993 l’esemplare 3-07 aveva ad esempio il nero del radome più esteso fino quasi alla bocca del cannone come il 3-12 che ebbe anche gli slats in nero (special AM-X della Ed.A.I. pag. 49) , mentre il 51-50 ebbe un false canopy (vedi pag. 21 di Aeronautica&Difesa aprile 1993). I vani carrelli, le relative gambe ed i cerchioni delle ruote sono in un grigio chiarissimo, l’abitacolo in F.S.36231, con strumentazione e seggiolino in nero opaco, con cuscini in verde oliva scuro.Molti reparti hanno verniciato velivoli con colorazioni commemorative: suggerisco di visionare alcuni numeri della ottima Rivista Aeronautica, organo ufficiale di stampa della A.M.I., che in questi anni ha dedicato splendidi servizi fotografici a vari reparti, anche quelli con AM-X.