1/48 Republic P-47D Thunderbolt "Razorback"

Tamiya

Review by Stefano Dell'Acqua

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© 2002 by Stefano Dell'Acqua

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Il P-47D della Tamiya è prenotabile presso
DOSSIER
Parliamo di Kit in plastica - Prezzo TBA
Dentro 159 pezzi in plastica grigio chiara, 1stampata di parti trasparenti e decals per due opzioni
Pollice alto Ottimo dettaglio e forme corrette
Pollice verso  
Il nostro consiglio Il miglior modello di P-47 in assoluto, un must

Jim Goodson "king of strafers" ci racconta che, quando nel gennaio 1943 gli Eagle Squadrons americani, ormai unificati nel 4th FG presso Debden, UK, cominciarono a ricevere gli aerei che avrebbero rimpiazzato i loro piccoli ed agili Spitfire Mk V, i piloti restarono a bocca aperta dal disappunto! I colleghi della RAF suggerirono subito la manovra evasiva migliore per un pilota del nuovo caccia che si trovasse in coda un aereo tedesco: sganciare le cinture di sicurezza e mettersi a correre nella immensa fusoliera per schivare le pallottole, oppure nascondersi in un angolo del vasto cockpit. E nacquero i nomignoli: "Repulsive Scatterbolt", "milk jug", "Thunderjug", "jug",- Jug! Nel 1945, "Jug" era divenuto sinonimo di caccia indistruttibile, sufficientemente armato da mettere fuori combattimento treni e carri armati, di un arnese in grado di spingere le proprie 7-9 tonnellate (!!) ed il suo "fantino" a 766km/h, superando di almeno 30 Km/h i più veloci caccia americani in servizio all'epoca (i P51B): infine, il più veloce caccia a pistoni in servizio nella II GM. Tamiya mette in commercio il miglior modello di P47 in assoluto; la versione scelta è la -D "razorback", anche se l'osservazione delle stampate permette di comprendere che tra pochi mesi avremo anche un "bubbletop" probabilmente in entrambe le versioni ad ala corta, -D e -M. Altre recensioni hanno permesso di esaminare le stampate contenute nella scatola; desidererei soffermare l'attenzione sull'accuratezza e sulle possibilità offerte dal kit.

 

 

 

 

 

Cosa c'è nella scatola

In breve, un magnifico P47, di una versione compresa tra la -D 20 RE e la -D 23 RA, ovvero un "razorback" tardo con motore RE2800-59 (o -63), flabelli della cappotta motore rastremati, gamba del ruotino di coda allungata, piloni "wet" subalari e ventrale. Numerose le parti "optional", anche se alcune di esse non sono compatibili con altre! Esaminiamole:

-Le eliche sono tre:
Curtiss Electric "thin blade" originale da 12'2" (quella del kit è più piccola di 5-7/10 di mm, trascurabili), valida per tutti gli Jug fino ai D-21 RE/RA inclusi. L'ogiva Curtiss (parte B7) andrebbe invece accorciata di poco meno di un mm. Curtiss Electric C542S "paddleblade symmetric" da 13' 1" introdotta sul -D 23 RA e usata in retrofit su esemplari delle serie precedenti (vedi "Little Chief"). Nel mio esemplare, il diametro è scarso di 1,5mm; per l'ogiva Curtiss, vedi sopra. Hamilton Standard Hydromatic 24E-50-65, da 13' 1 7/8", usata dalla serie -D22 RE, e in retrofit. Diametro scarso di soli 4/10 di mm.

-Tre tipi di collimatore, qui l'interpretazione è complessa ma dovrebbero essere:
Mk VIII di derivazione inglese (parte F2) OK per le prime sottoserie del -D;
N3A, americano (parte F3, si riconosce per il vetrino tondo), -D di media e tarda produzione;
N3B o N3C o N9 americano (difficile a dirsi, parte F4) il cui uso è suggerito dalle istruzioni.

-Due tipi di magneti:
uno (C14) tipico del RE2800-21, adatto dal -D 1 RE al -D 6 RE;
uno (C15) tipico del RE2800-14W/57 "C series"- adatto al P47M!!
Sebbene non sia esperto di RE2800, mi sembra che il design tipico "a patata" delle serie -59/-63 (usate dalla -D 10 alla -D 40) non sia fornito del tutto, lasciando al modellista la gioia di autocostruirlo.

-Porte degli intercooler, aperte o chiuse.
-Specchietti retrovisori
-Flaps alari su o giù.
-Piloni alari e alette (generatori di vortici) optional
-Carichi:
2 serbatoi 108 USgal americani (variante di carta pressata impregnata con plastica)
1 serbatoio 150 USgal piatto
2 bombe 500lbs HE
2 lanciarazzi tripli (raramente usati)

Alcuni confronti dimensionali

Lunghezza (438 7/16", 232mm in scala) accurata entro 1mm di scarto (dipende fortemente dalla posizione in cui si fissa l'elica!).
Larghezza massima di fusoliera (53 ½") eccessiva di 1,5mm. L'anello della cappotta-motore ha un diametro perfetto rispetto al valore indicato, mentre il "rigonfiamento" è collocato all'altezza del cockpit.
Corda alare alla radice (110") scarsa di 6/10 di mm.
Diedro alare (4°) ottimo, così come la freccia del bordo d'attacco, 3°.
Apertura alare (492"), corretta entro il decimo di mm (26.1 sul mio esemplare contro 26.03)-impressionante, date le dimensioni!
Fonte: http://p47tbolt.tripod.com/designanalysis.htm
Il motore: diametro 25,6 contro i 28mm (1342mm) reali in scala, deve stare dentro la cofanatura di spessa plastica… perdonabile.
Fonte: Aerodetail n°14
Questi valori (di per sé già ottimi) non possono materializzare l'impressione che il modello trasmette: finalmente uno Jug dall'aspetto convincente (prestazione finora riuscita solo al -M Revell in 72)!
Bisogna rilevare che, anche nel caso del Thunderbolt, non sono comunemente reperibili i disegni di fabbrica in scala; le linee generali del modello ricalcano i discreti piani di S. Nohara su Aerodetail n.14, discostandosene dove questi risultano sbagliati. Interessante, in tal senso, il confronto del troncone di coda della fusoliera dx con il disegno a pag.74 di Aerodetail (discrepanza sulla posizione della copertura dello scarico del turbocompressore, e sulla linea del dorso vicino all'attacco della deriva), e con la foto del 42-27828 a pag.30 del volume Walkaround -P47 Squadron Signal, ripresa con una fotocamera posizionata di fianco alla suddetta copertura: la semifusoliera e la foto coincidono perfettamente, nelle linee generali, in tutto il campo dell'immagine non distorto dalla prospettiva (approx dalla deriva al bordo di uscita alare)!!
Un assemblaggio "a secco" (potete assemblare l'intera cellula senza usare un filo di colla, solo un pezzetto di scotch per trattenere in posizione il cofano motore…) e un confronto con qualche foto non fa che rafforzare l'idea che questo Jug sia eccellente: gli stampisti giapponesi hanno indovinato perfettamente la gobba ventrale, l'angolazione reciproca tra cofano motore, fusoliera e vetratura del cockpit, il dorso di fusoliera razor, la posizione degli elementi fondamentali della cellula (intercooler, radice alare, scarico principale e waste-off…). Corretti anche i punti errati in altri kit: la posizione delle armi alari è perfetta (le canne giacciono in un piano perpendicolare all'asse di fusoliera, ovvero inclinato di 4° rispetto al bordo d'attacco alare) e i tubi di protezione delle canne delle M2 sono forniti già forati; i trim degli equilibratori alari sono fisso a dx e mobile a sx; sono presenti i tubi di drenaggio alla radice inferiore dell'ala dx.

 

 

 

 

 

Critiche e modifiche

Ingegnoso il sistema di fissaggio dei carichi alari e ventrali (tramite inserti, che coincidono con la struttura portante del pilone vero, e corrispettivi scassi nella fusoliera e nei piloni) che permetterà di staccare i serbatoi da 108 USgal solo con una fucilata! Se invece vorremo lasciare il modello "scarico", dovremo utilizzare i tre inserti forniti nel kit per colmare gli scassi e aggiungere qualche dettaglio, utilizzando per esempio le foto su Detail&Scale come riferimento.Una piccola modifica, a mio parere, è necessaria al labbro della fusoliera sul quale si richiudono i flabelli del motore: tale bordo dovrebbe essere più arrotondato, peggiorando lievemente il raccordo con i flabelli e la parte fissa della cappotta. A questo riguardo,credo che, in posizione chiusa, i flabelli consentano comunque un minimo flusso di aria di raffreddamento. Non mancano, tuttavia, elementi di dubbio: la deriva dovrebbe avere un offset di 1° verso la sx dell'asse di fusoliera, mentre nel modello sembra totalmente simmetrica (pareri altrui graditi!), e le valvole waste-off appaiono troppo schematizzate.
Anche il carrello merita alcune critiche: la gamba principale, seppur corretta, presenta molti segni di estrattore; peggio ancora, la barra che presiede all'accorciamento in retrazione risulta stampata solidalmente alla gamba di forza. Esaminando qualche foto del vero carrello, e considerando che questo particolare è dipinto in tinta alluminio, si rimpiangono una cura maggiore dello stampaggio e del dettaglio. I pneumatici forniti hanno il battistrada scolpito a rombi; poca varietà su questo particolare, considerandoche il P47 ha montato 6-7 tipi di pneumatici differenti. Anche in questo caso bisogna fare ricorso a una buona documentazione specifica dell'aereo che si desidera riprodurre. Nel pozzetto, il martinetto attuatore della gamba di forza è stampato solidalmente all'ala, con un risultato poco accettabile: da Tamiya ci si aspetta di più. L'area trapezoidale di fusoliera cui il canopy si sovrappone è forzatamente imprecisa, dato lo spessore del canopy stesso. La fonte documentale che meglio chiarifica questo punto (vedi p.es. Zemke's Wolfpack- Hess/Motorbooks pag.16) è una foto che illustra i risultati di un incontro tra il Lt. Robert S. Johnson sul suo HV-P 42-16235 e un expert della Luftwaffe su FW190. Quest'ultimo ha gentilmente rimosso a cannonate il pannello di forma triangolare che conferisce al canopy la sua forma caratteristica, mostrando che l'area sottostante si raccorda al dorso di fusoliera alla linea di pannello appena dietro. L'area piatta andrà rivestita con un piano di plasticard spesso circa 0.5-0.8 mm, mentre il vertice dovrà essere quasi raccordato al dorso della fusoliera. L'area suddetta poteva essere (mia valutazione, in base a documenti fotografici) dipinta in tre colori: Dull Dark Green come l'abitacolo (es. "Spirit of Atlantic City", ma anche "In the mood", "Hollywood high hatter" e altri velivolo di cui esistono foto a colori), Olive drab come la fusoliera (es. il citato HV-P di Bob Johnson) o NMF (es. "Stalag luft III-I wanted wings" o altri esemplari consegnati ai reparti in NMF). Le linee di pannello e chiodature del rivestimento sembrano corrette, ma,anche in questo caso, mi sarei aspettato più cura e varietà, soprattutto nella zona del raccordo Karmann e dei pannelli amovibili di fusoliera. L'insieme del ruotino di coda è correttamente rappresentato, contrariamente a quanto dichiarato da voci mal controllate; la gamba di forza era avvolta in un rivestimento di tela gommata, dipinta in YZC come il vano carrello (o in Chromate Green, nel caso si rappresenti un P47G). Il ruotino è un pezzo a parte. Una critica personale, invece, alle scelte di progetto del modello: è bellissimo disporre di flap posizionabili e ben dettagliati, ma sarebbe stato ancor meglio avere gli equlibratori alari e i timoni di profondità (e magari anche il timone) separati! I primi, infatti, lasciano una discreta "luce" con l'ala, i secondi, sono quasi sempre inclinati a scendere quando l'aereo è a terra. Se vorremo riposizionare questi elementi con un semplice lavoro di motosega, attenzione a due particolari: la carenatura semicircolare alla radice dell'equilibratore non sembra essere presente su tutti i Razorback; inoltre, quando i timoni di profondità si inclinano verso il basso, le estremità si sollevano lievemente rispetto alla parte fissa (le foto di Aerodetail e Walkaround possono aiutare).
Riguardo alle alette subalari ( pezzi D1): applicate nelle prime serie, queste NON sono necessariamente presenti nelle serie successive alle -D 15 RE/RA, ovvero non coesistevano al pilone subalare, né lo sostituivano quando questo veniva rimosso-solo una buona foto può aiutare ad accertarne la presenza nell'esemplare che realizzeremo.

Colorazioni

due, entrambe realizzabili modificando un po' il contenuto della scatola. Il foglio decals è semplicemente STUPENDO per accuratezza e stampa, ma purtroppo le decals sono troppo spesse per un buon realismo. Ecco i soggetti con alcuni commenti:

P47D 15 RE, 42-76179 HV-V "Little Chief" del 61st FS, 56th FG, pilotato dal Lt. Frank Klibbe. Soggetto molto noto per la bella testa di indiano; richiede l'uso dell'elica Curtiss Electric C542S "paddleblade symmetric" (B34-B35), i due piloni subalari, e l'accorciamento della gamba del ruotino (circa 1mm, controllare con foto alla mano!). Albero dell'antenna sul dorso. Foto dell'aereo in periodi diversi si trovano, per esempio, su Aces and Wingmen vol II (come nel kit) di Hess/AviationUSK e Zemke's Wolfpack sempre di Hess/Motorbooks Intl.

P47D 5 RE, 42-8487, UN-M, "Spirit of Atlantic City, NJ" del 63rd FS, 56th FG, pilotato dal Capt. Walker Mahurin. Aereo pagato dai war bonds di Atlantic City, NJ, era equipaggiato con un elica Curtiss Electric da 12' 2" (B32-B33), almeno un retrovisore laterale (E6) a sx, finestrino sul parabrezza, gamba del ruotino corta, niente piloni e, molto probabilmente, alette al loro posto (D1), motore RE2000-21, i cui magneti dovrebbero essere i pezzi C14 (non C15), antenna a frusta sul dorso. Esiste una ben nota foto a colori di questo aereo (p.es. Aces of the Eight, Squadron Signal), nella quale, purtroppo, non è facile discernere un particolare importante: i flabelli di raffreddamento del motore. Sebbene infatti molti esemplari della sottoserie -D 5 avessero flabelli tutti della stessa lunghezza ("dritti"), l'esemplare d immatricolazione appena successiva, 42-8488 UN-A "Lofty" del Capt. Lyle Adrianse (Zemke's Wolfpack, p.22), mostra i flabelli inferiori "sciancrati" (presenti nel kit), caratteristici delle versioni tarde. Nell'unica foto del 42-8486 ("Helen", PE-Y del 328th FS, 352nd FG, Lt. Marion Long) reperita tra i miei libri, il flabelli inferiori restano coperti dalla testa di un aviere -nessun indizio, quindi-. Altri -D 5 mostrano l'uno o l'altro tipo, con maggiore incidenza del tipo "dritto". In mancanza di una stampa più chiara della foto di "Spirit of Atlantic City, NJ" (purtroppo Bob S. Johnson, proprietario della foto, è tornato nell'alto dei Cieli, senza il suo "Penrod and Sam", stavolta…), tenderei però ad affermare che i flabelli sono del tipo dritto, non supportato nel kit- ciò a causa dello stencil bianco (105 nel foglio decals Tamiya) posto sul penultimo flabello e visibile chiaramente in foto (non sull'ultimo dal basso, come in quasi tutti i Jugs), tipico di pochi esemplari dotati dei flabelli dritti.

Ultime valutazioni

La cappotta motore, ben realizzata, richiederà alcuni interventi per esaltarne l'accuratezza. Se i flabelli motore vengono rappresentati aperti, sarà necessario rimuovere la paratia che Tamiya ha posto dietro la stella di cilindri posteriore: questa è stata realizzata per allineare correttamente il "cowling" con il resto della cellula, tuttavia non esiste nella realtà! Dai flabelli aperti è possibile vedere direttamente la stella posteriore con gli scarichi dei cilindri. Come già accennato, Tamiya fornisce solo i flabelli di tipo "sciancrato" tipici della produzione media e tarda del -D; i flabelli di tipo "dritto" dovranno essere autocostruiti in caso di necessità. Altresì non sono rappresentati gli anelli sui quali la cappotta si fissava, a loro volta solidali alle teste dei cilindri del grosso stellare P&W; potranno essere facilmente realizzati con plastirod adeguate. Il cockpit è gradevole a vedersi e, con una buona verniciatura (Dull Dark Green, o Chromate Green per i P47G, con pannello strumenti nero), potrebbe essere impiegato senza modifiche; sicuramente, tra pochi mesi disporremo di numerosi rimpiazzi in resina. I piloni sono di stile "late", con barre posteriori estensibili. Esse venivano impiegate per stabilizzare le oscillazioni dei carichi voluminosi come i serbatoi ausiliari. I pezzi E7-E20, uniti, formano una antenna loop direzionale che veniva installata su alcuni P47 operanti soprattutto nel teatro di operazioni del Pacifico o in CBI (data la scarsità di riferimenti per la navigazione). Se vorremo installarla, sarà necessario sovrapporla al razorback poco dietro all'abitacolo. Ultime note di cautela sulla colorazione:
-il labbro interno della cappotta sembra dipinto, normalmente, in Neutral Gray o tinta fusoliera. Gli interni dei pannelli amovibili dovrebbero essere inveceYZC.
-le gambe di forza del carrello possono essere sia tinta alluminio, sia, in alcuni casi, olive drab con una sezione più chiara a metà gamba.
-la finitura degli aerei OD+NG è spesso semilucida; in alcuni casi gli equipaggi inceravano l'aereo per proteggerne la finitura e renderlo leggermente più veloce.
-attenzione infine alle insegne e ai contrassegni di teatro: essi venivano quasi sempre dipinti nei depositi in Inghilterra o presso i reparti, obliterando o modificando la colorazione Republic, con risultati spesso sorprendenti!